Quelli che… Usano paroloni per non dire nulla.

di

Esiste una categoria di persone che, personalmente, non sopporto. Intellettualoidi che si esprimono come se fossero gli unici detentori del sapere ultimo.

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Come fumatore, visto il divieto nei locali, sono sempre uno degli ultimi a prender posto alle tavolate. Dunque è scontato che i posti cosiddetti peggiori capitino quasi sempre a noi, colleghi di sigarette.

Così è capitato ad una recente cena di lavoro.
Inizialmente sembrava il tavolo “buono”, poiché presenti alcune personalità con le quali desideravo poter conferire. Ahimè mi dovetti ricredere!
Oltre alla sfortuna di esser seduto in una strettoia nella quale i camerieri non facevano altro che darmi gomitate sulla capoccia pelata, mi trovo accanto due personaggi alquanto bizzarri (ed è un eufemismo). Lui, apparentemente distinto pseudo imprenditore di origine romana, lei, responsabile marketing di un’azienda di una certa importanza del luganese (scordatevi che sveli nomi e contesto!).
All’inizio, dopo i soliti banali convenevoli di rito e qualche apprezzamento sulla serata, inizia il giro di opinioni sul cibo, sul vino, sul Ticino, sull’economia, la crisi. Io, per mia natura, sono sempre un poco scostante nelle prime ore, un po’ per timidezza, un po’ perché studio il comportamento dei miei commensali per evitare gaffes clamorose. Al mondo, in fondo, c’è sempre chi ne sa più di noi e val la pena di ascoltare ed arrichirsi. Dei due penso, almeno per 30 secondi, che siano persone competenti e con un certo livello intellettuale.

La cena quasi da subito si rivela noiosa.
Di solito riesco a fuggire tra una portata e l’altra con la scusa del vizietto affumicante per rendere il tutto più sopportabile. Questa volta, vuoi il luogo, vuoi che non osava nessuno, mi era toccato adeguarmi e starmene buono buono sulla mia sedia rivolta alla sala.

Così, per circa due ore (eravamo poco prima del secondo… la cena era mooolto lunga), sono costretto ad ascoltare i due dirimpettai disguisire su tutto e di più, usando fraseggi e retorica da far impallidire il buon Manzoni! Parole, termini, anglofilia a tutti i costi, citazioni di articoli di questo o quell’autore, comunque sempre ad alti livelli e ineccepibili, ma con un po’ troppa supponenza.
Finché ci si limita a questo il tutto può anche essere sì noioso, ma sicuramente accettabile… La si prende con leggerezza e con un sorriso di circostanza.
Quello che invece ho trovato disgustoso e patetico era il voler cercare a tutti i costi di sminuire chi non sapeva  (o faceva finta di non sapere e, a onor del vero, nemmeno desiderava sapere) di che cosa stessero parlando. Tant’è che a ogni frase costruita con paroloni, chi la pronunciava  si rivolgeva poi al sottoscritto riformulandola con termini semplici e con l’aggiunta di una impercettibile (ma forse neanche troppo) cantilena che, alle mie orecchie pareva comporre le parole “così anche tu capisci, poveretto…”. Dunque dalla supponenza si scadeva nell’arroganza.
Peccato che tutto quello che veniva detto per me era assolutamente chiaro e decifrabile, ma oramai, dati i presupposti del silenzio d’inizio serata, ero considerato come l’ultimo dei pirla (senza tessera!).

Fatto sta che questa iperbole è andata avanti fino al dessert. Poi mi sono fatto forza e ho preso l’iniziativa per uscire e fumarmi una meritata sigaretta… Non ho dovuto attendere molto che dopo pochi istanti sono stato raggiunto da altri ospiti annoiati. Tutti sconsolati e rassegnati a dover fare buon viso a cattivo gioco. Più o meno chiunque si era trovato accanto o nelle immediate vicinanze uno o più figuri come i due simpaticoni al mio tavolo.
Il bilancio per tutti è quindi stato: cena noiosa, quasi inutile se non per farsi aiutare tra un piatto e l’altro a memorizzare fino alla nausea termini che, nella nostra vita, abbiamo solo usato nelle tesi di laurea…

Poiché ho avuto più chances nel discutere con chi speravo di incontrare in quei pochi istanti al freddo (parlando grezzamente e senza tanti fronzoli), mi son fatto la mia personale riflessione, che più o meno si riassume in: “Chi pensa di aver ragione, si convince di averla facendolo sapere. Chi invece non è convinto, sta zitto e annuisce alle idiozie dei primi.” (è complicato ma ha senso).

Scusate lo sfogo…

Commenti:

Da: Nadia il venerdì, 9. gennaio 2009 14:00
poveraccio, che serata che ti sei sorbito!!!!! ah ah mi dispiace… non proprio il modo migliore di iniziare l’anno.. he he… ne approfitto per farti gli auguri, per uno splendido 2009, con cene migliori di quella descritta.. :-) baci e abbracci a te ed alla tua famiglia, a presto, Nadia

Da: Ryan il venerdì, 9. gennaio 2009 14:49
Ehilà! Ciao… L’anno è iniziato un po’ così… Poi ieri sera è stato ancora peggio. Vabbè… Speriamo migliori nel corso delle prossime settimane. Ti ringrazio per gli auguri, che ricambio di cuore :)