Elezioni Federali 2007: Freno alla disoccupazione dei neo diplomati e degli apprendisti.

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I Giovani PPD vogliono creare 10000 posti di lavoro per i neo-diplomati grazie al sostegno e all’impegno dell’imprenditoria svizzera.

Se l’iniziativa siglata con una carta d’intenti dovesse essere accettata, gli oltre 11000 giovani appena formati potrebbero entrare nella lista di coloro che hanno già potuto acquisire la necessaria pratica per affrontare con meno precarietà un futuro professionale. La proposta, non a caso, nasce in seguito alle preoccupanti cifre diramate dal SECO per il mese di Luglio, cifre che mostrano 11’505 giovani qualificati, tra i 20 e i 24 anni, in cerca di un primo impiego. L’intento ha già ricevuto numerosi consensi da parte dei rappresentanti dell’economia elvetica e questo fa ben sperare che l’accordo possa essere messo in pratica già nel corso dei prossimi mesi. Tuttavia, la risoluzione in quanto tale, non è sufficiente: quasi un giovane su dieci si ritrova al limite della soglia di povertà e, sebbene esistano degli strumenti previdenziali, il numero dei disadattati pare sia destinato a crescere.
Le imprese che non hanno compreso la gravità di questo fenomeno sono, purtroppo, ancora molte: è impossibile richiedere esperienza professionale a un giovane appena formato, come d’altra parte non si può pretendere competenza se questa non viene trasmessa da chi la possiede.
Dunque un accordo di questo tipo è sì importante, ma va accompagnato da misure politiche e sociali: dapprima con la ratifica dell’impegno in modo formale, prevedendo un disegno di legge che attribuisca valore alla carta d’intenti; in secondo luogo migliorando la collaborazione tra istituti e potenziali datori di lavoro, coinvolgendoli nella stesura dei vari programmi di formazione.  Non è infatti pensabile che la scuola e l’economia abbiano aspettative discordanti nei confronti di questi giovani, soprattutto se si vuole rilanciare la crescita economica e frenare l’impoverimento.
In merito ai giovani in formazione la Legge federale sulla formazione professionale già ora prevede l’istituzione di fondi per posti di apprendistato, ma attualmente le disposizioni non sono vincolanti. Un’iniziativa federale vorrebbe invece istituire un fondo obbligatorio per il quale tutte le imprese sarebbero chiamate a dare il proprio contributo. Il collocamento obbligatorio per gli apprendisti, abbinato alla carta d’intenti e alla collaborazione tra scuola e imprese, è certamente un ulteriore passo verso la composizione di una strategia articolata a favore delle condizioni d’impiego nelle fasce che vanno dall’adolescenza ai 30-35 anni e, con maggior efficacia, tra i 18 e i 25 anni.
Gli oppositori, che vedono in questo tipo d’iniziativa un freno all’autonomia decisionale delle imprese, hanno in verità solo da guadagnarci: incentivi federali per l’assunzione, punti di merito nei concorsi pubblici, una reputazione accresciuta agli occhi dei propri clienti.
Il confronto con la realtà aziendale è un elemento chiave per un giovane, dandogli l’opportunità di responsabilizzarsi e di salvarlo da una vita fatta di precarietà. Ben vengano perciò sia l’iniziativa per la creazione di 10000 posti di lavoro per i neo-diplomati e sia le misure d’accompagnamento.

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