Giovani ”più che svizzeri…”

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Altra lettera scritta, pubblicata dal CdT in data 10 febbraio 2007

Ogni mattina leggo il giornale sorseggiando la mia quotidiana tazza di caffè che, forse per abitudine o forse per mia pura ossessione, mi dà il buongiorno e una sveglia meno traumatica.

Quest’oggi, purtroppo, non mi sono gustato pienamente questo rituale: da ieri sera ho in mente le considerazioni fatte dal mio Presidente nazionale (Darbellay) che si è detto favorevole al monitoraggio del comportamento dei giovani, sostenendo un’idea nata, credo, in seguito alla pubblicazione dei dati sulla violenza giovanile in Svizzera tedesca e da una proposta dell’UDC. Non ho ben capito come e chi ha pensato al tutto, ma il nocciolo della questione è che tra le file di chi verrà controllato, represso o, eventualmente, espulso si vorrebbe che ci fossero anche i giovani “neo-naturalizzati”!
D’accordo, posso capire che durante il processo per l’ottenimento della cittadinanza elvetica possano sfuggire alcuni tratti caratteriali, ma si deve proprio essere ciechi a non percepire che chi fa domanda per l’ottenimento del passaporto rossocrociato non è, e difficilmente lo sarà, un futuro cittadino integrato, un modello di comporamento ineccepibile… Insomma, un giovane “più che svizzero”!
Possibile che, nei due anni in cui le commissioni evadono la pratica (o più se non si beneficia della procedura accelerata), il giovane non commetta alcun reato, non mostri comportamenti devianti e che diligentemente faccia i suoi doveri di bravo cittadino? Non credo! E quindi, come si fa a concedere la cittadinanza a qualcuno che già si sospetta che sia un delinquente? Evidentemente c’è una grossa falla nel sistema e nella procedura, che va assolutamente rivista e strutturata in modo che si possano ottenere informazioni il più possibile attendibili sul comportamente del futuro confederato: in fondo, conscio del fatto che sarà sotto esame, deve attendersi una necessaria invasione di privacy e tutta una serie di controlli, verifiche e (perché no) “spiate” nel suo quotidiano!
Trovo invece ridicolo anche solo il pensiero di classificare chi è svizzero da poco e chi lo è del tutto in modo differente. Se uno diventa cittadino di questo paese lo diventa a pieno titolo, con gli stessi doveri e diritti. Senza discriminazioni assurde!
Piuttosto alziamo l’asticella e filtriamo meglio all’inizio, scoraggiando coloro che pensano che noi si sia così sprovveduti da regalare il passaporto a chiunque ne faccia richiesta.

Ryan Vannin, Candidato al Gran Consiglio PPD

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